Denti e salute Endodonzia Estetica dentale Igiene dentale Implantologia Medicina estetica Odontoiatria digitale Odontoiatria pediatrica Ortodonzia Rigenerazione ossea Sedazione cosciente
Carico immediato Faccette in ceramica Riabilitazioni complete Rigenerazione ossea Sbiancamento Galleria Fotografica

Domande frequenti.

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Endodonzia

La devitalizzazione è necessaria quando la polpa dentale — il tessuto vivo all'interno del dente — è infiammata in modo irreversibile o infetta. Le cause più comuni sono carie profonde che hanno raggiunto la polpa, traumi dentali, fratture e rifacimento di vecchie otturazioni estese. Il sintomo tipico è un dolore intenso, spontaneo, che peggiora di notte e con il caldo.
No. Con l'anestesia locale moderna il trattamento è indolore. Il dolore che il paziente avverte prima della cura è causato dall'infiammazione della polpa — la devitalizzazione lo elimina. Nei giorni successivi può esserci una lieve sensibilità alla masticazione che si risolve spontaneamente.
Nella maggior parte dei casi il trattamento si completa in una singola seduta di 60-90 minuti. Alcuni casi complessi — denti con anatomia difficile, infezioni acute, ritrattamenti — possono richiedere due sedute.
Un dente devitalizzato perde parte della sua struttura interna e diventa meno elastico, quindi più soggetto a fratture. Per questo è consigliabile proteggerlo con una corona o un overlay in ceramica che ne ripristina la resistenza meccanica.
Quando una devitalizzazione precedente non ha risolto il problema si esegue il ritrattamento. Si rimuove il vecchio materiale dai canali, si disinfetta di nuovo tutto e si sigilla una seconda volta.
L’infezione non guarisce da sola. Senza trattamento la polpa continua a deteriorarsi, il dolore può diventare insopportabile e l’infezione può estendersi all’osso circostante formando un ascesso o un granuloma. Nei casi più gravi l’infezione può diffondersi ai tessuti molli del viso. Più si aspetta, più il dente si indebolisce fino a diventare irrecuperabile, rendendo necessaria l’estrazione.
Salvare il dente naturale è sempre la prima scelta. Un dente devitalizzato mantiene la funzione masticatoria, l'estetica e impedisce lo spostamento dei denti adiacenti. L'estrazione è indicata solo quando il dente è irrecuperabile — fratture verticali della radice, riassorbimento radicolare grave, o insufficiente struttura residua.
Un dente devitalizzato e protetto con una corona può durare oltre 15 anni — gli studi clinici documentano tassi di sopravvivenza superiori al 90%. La chiave è la qualità della devitalizzazione, il restauro protesico in ceramica e una buona igiene orale con controlli periodici.

Estetica del sorriso

Il risultato dura da 1 a 3 anni, in base ad alimentazione, fumo e igiene orale. Piccoli richiami periodici di gel prolungano il risultato.
No. Lo sbiancamento professionale con concentrazioni calibrate e supervisione odontoiatrica non danneggia lo smalto.
No. La preparazione è minima o assente: lo smalto al di sotto della faccetta rimane intatto e il dente continua a essere vitale.
Studi a lungo termine mostrano tassi di sopravvivenza superiori al 90% a 10 anni e intorno al 80% a 25 anni. La durata dipende da igiene domiciliare, abitudini parafunzionali e manutenzione professionale.
Per faccette in ceramica: 4 appuntamenti in 2-3 settimane (visita, smile design, preparazione con provvisori, cementazione definitiva).
Una corona è un rivestimento in ceramica che ricopre interamente un dente danneggiato, realizzato su misura per adattarsi perfettamente. Restituisce al dente la sua forma, il suo colore e la capacità di masticare normalmente, esteticamente indistinguibile da un dente vero.
Indicata quando il dente è gravemente compromesso per carie estese, fratture, devitalizzazioni o usura severa. Protegge il dente residuo e ne ripristina la funzione, forma ed estetica.
No. Quando la struttura del dente lo consente, si preferiscono rivestimenti parziali detti intarsi in ceramica, soluzioni più conservative che permettono di preservare più tessuto sano del dente. La corona completa si riserva ai casi in cui la distruzione del dente è troppo estesa.
Quando la maggior parte dei denti presenta danni estesi da erosione acida, bruxismo severo, carie multiple o traumi. In questi casi serve un progetto unitario che ripristini funzione masticatoria, estetica e altezza del morso in modo coordinato in tutta la bocca.
Il bruxismo è un digrignamento involontario dei denti, spesso notturno. Nel tempo causa usura dello smalto, fratture dentali, sensibilità, dolore mandibolare e cefalea. La diagnosi precoce e il bite notturno prevengono danni irreversibili.
Se non trattata, l'usura consuma e accorcia i denti, l'altezza del morso si riduce e compromette masticazione e l'estetica.
Quando i denti si consumano per usura o bruxismo, la distanza tra mascella superiore e mandibola si riduce. Questo altera il profilo del viso, la masticazione e può causare dolori articolari. La riabilitazione ripristina la dimensione verticale corretta, restituendo armonia al viso e funzione alla bocca.
In molti casi sì. Corone, faccette e intarsi in ceramica permettono di ricostruire denti gravemente compromessi da carie o usura, conservando la radice naturale.

Igiene dentale

Con macchinari moderni come il Mectron Combi Touch la seduta è molto più confortevole rispetto alla detartrasi tradizionale. L'acqua riscaldata elimina il fastidio da freddo, la Soft Mode riduce la potenza per i pazienti più sensibili, e l'air polishing sostituisce gran parte degli strumenti manuali.
In linea generale: ogni 6 mesi per pazienti con buona igiene domiciliare e nessuna storia di parodontite; dai 2-4 mesi per pazienti con tendenza al tartaro, fumatori, diabetici, con storia di parodontite o con impianti. Il piano viene concordato alla fine di ogni seduta.
Sì, anzi è fondamentale, il sanguinamento è un segnale di accumulo di placca. Dopo una o due sedute di igiene professionale, il sanguinamento e l'infiammazione si riducono significativamente.
No. Le superfici in titanio degli impianti vanno trattate con strumenti appositi: punte in plastica non aggressive e air polishing sottogengivale con polveri fini.
No. Gli ultrasuoni rimuovono il tartaro senza intaccare la struttura dentale sana.
Placca e tartaro si accumulano sotto le gengive che si infiammano, l'osso inizia a riassorbirsi e i denti perdono sostegno. Quando il problema diventa visibile — mobilità, sanguinamento, alitosi — il danno è spesso già avanzato. Prima si interviene, più tessuto si può salvare.
Il primo passo è la terapia parodontale non chirurgica: sedute di igiene profonda per rimuovere tartaro e biofilm sotto le gengive, riducendo l'infiammazione e la profondità delle tasche. Nei casi più avanzati si valuta la rigenerazione ossea o la chirurgia parodontale. In ogni caso, il mantenimento con igiene professionale regolare è essenziale per stabilizzare i risultati.
Sì. Una volta stabilizzata la malattia parodontale, esistono diverse soluzioni per recuperare estetica e funzione: dalla rigenerazione ossea agli impianti, dalle faccette in ceramica alla ricostruzione protesica. Il percorso parte sempre da una diagnosi accurata e da un progetto digitale personalizzato.

Implantologia

No. L'intervento viene eseguito in anestesia locale: il paziente non avverte alcun dolore durante la procedura. Dopo l'intervento viene prescritta una terapia farmacologica mirata che consente di riprendere le normali attività quotidiane senza interferenze.
Con corretta igiene domiciliare e visite periodiche, la letteratura scientifica riporta tassi di sopravvivenza superiori al 95% a 15 anni. La manutenzione professionale è fondamentale per prevenire la perimplantite.
La maggior parte degli adulti può farlo. Il fumo intenso e la scarsa igiene possono ostacolare la corretta guarigione, ma l'unica controindicazione assoluta è la mancanza di osso — che si può risolvere con una rigenerazione.
Per un impianto singolo semplice sono necessari 4 appuntamenti in circa 2-3 mesi: visita, intervento, impronta digitale dopo la guarigione, corona definitiva avvitata.
L'impianto richiede la stessa cura di un dente naturale: spazzolamento dopo i pasti, filo interdentale o scovolino e collutorio. A questo si aggiunge l'igiene professionale periodica per rimuovere il biofilm batterico anche sottogengivale e prevenire la perimplantite.
È necessaria un'indagine radiografica tridimensionale per verificare se è possibile fare un impianto. Oggi in mancanza di osso è possibile utilizzare dei biomateriali che permettono all'osso di riformarsi nel volume necessario.
Nessun paziente resta mai senza denti. Si può procedere con un carico immediato — impianti e denti provvisori fissi nella stessa seduta. La soluzione viene pianificata prima dell'intervento.
L'impianto ha bisogno di tempo per integrarsi con l'osso — un processo biologico chiamato osteointegrazione. L'osso crea nel tempo un ancoraggio solido con la superficie in titanio dell'impianto. Caricare l'impianto prima che questo processo sia completato può determinarne il fallimento.
Non sempre. Serve una stabilità primaria sufficiente dell'impianto al momento dell'inserimento. La TAC 3D e la pianificazione digitale permettono di valutare in anticipo se il protocollo è indicato. In caso contrario si procede con il carico differito.
No. L'intervento viene eseguito in anestesia locale: il paziente non avverte alcun dolore durante la procedura. Dopo l'intervento viene prescritta una terapia farmacologica mirata che consente di riprendere le normali attività quotidiane senza interferenze.
I provvisori vengono portati per 2-6 mesi, il tempo necessario all'osteointegrazione. Sono fissi, estetici e funzionali — non si tolgono. Vengono poi sostituiti con la protesi definitiva in ceramica.
TAC 3D, scanner intraorale e fotografie del viso vengono elaborati al computer per simulare l'intervento prima di eseguirlo. Si progetta la posizione esatta di ogni impianto, la forma dei denti e si stampa una dima chirurgica 3D che guida il posizionamento con precisione millimetrica. Questo approccio riduce i tempi, aumenta la prevedibilità del risultato e permette al paziente di vedere in anteprima il proprio sorriso.
Il carico immediato è indicato sia per la sostituzione di un singolo dente in zona estetica sia per la riabilitazione di un'intera arcata o di tutta la bocca. È la soluzione ideale per chi non vuole affrontare il disagio di rimanere senza denti durante i mesi di guarigione: il paziente esce dallo studio con denti fissi, estetici e funzionali, riprendendo la propria vita sociale e lavorativa senza interruzioni.

Medicina estetica

La biorivitalizzazione PRX è un trattamento che utilizza una soluzione a base di acido tricloroacetico, perossido di idrogeno e acido cogico. Stimola il rinnovamento cutaneo agendo in profondità senza ago e senza esfoliazione visibile della pelle, quindi senza i tempi di recupero tipici dei peeling tradizionali. Migliora tono, compattezza e luminosità del viso.
La biorivitalizzazione iniettiva consiste in microiniezioni di acido ialuronico non reticolato, una sostanza naturalmente presente nei tessuti. A differenza del filler non aggiunge volume: idrata e rivitalizza la pelle dall'interno, migliorandone elasticità, tono e qualità. È indicata per pelle disidratata, spenta o che ha perso compattezza.
Il peeling chimico applica sulla pelle soluzioni esfolianti che rinnovano gli strati più superficiali. Stimola il ricambio cellulare e migliora texture, colorito e luminosità, attenuando macchie, discromie e piccole imperfezioni. La profondità del peeling viene scelta in base al tipo di pelle e all'obiettivo.
Dipende dall'esigenza della tua pelle. La biorivitalizzazione senza aghi (PRX) è ideale per ritrovare luminosità e compattezza, anche come primo approccio. La biorivitalizzazione iniettiva è indicata quando la pelle è disidratata o ha perso tono ed elasticità, perché agisce in profondità. Il peeling chimico è la scelta quando il problema riguarda la superficie: macchie, discromie, texture irregolare e pori. I tre trattamenti spesso si combinano: il percorso più adatto si definisce durante il consulto.
L'acido ialuronico è una sostanza naturalmente presente nei tessuti del corpo, biocompatibile e riassorbibile nel tempo. I filler vengono utilizzati per ridefinire i volumi del viso e delle labbra e attenuare le rughe. Il trattamento è reversibile e va eseguito da un professionista con conoscenza dell'anatomia del volto.
La tossina botulinica rilassa temporaneamente i muscoli responsabili delle rughe d'espressione (fronte, glabella, contorno occhi). In ambito odontoiatrico trova impiego anche nel trattamento del bruxismo e del sorriso gengivale. L'effetto è temporaneo e reversibile.
Il fastidio è generalmente minimo. La biorivitalizzazione PRX non prevede l'uso di aghi. Per filler e tossina botulinica si possono utilizzare anestetici topici o filler che già contengono anestetico, rendendo la procedura ben tollerata.
Utilizziamo esclusivamente prodotti di marche affermate e approvati per uso medico, con marcatura CE. I filler a base di acido ialuronico sono biocompatibili e riassorbibili; la tossina botulinica proviene da aziende leader del settore. Ogni prodotto è tracciabile lotto per lotto e conservato secondo i protocolli previsti, senza materiali improvvisati o non controllati. Sicurezza, qualità e provenienza certa vengono prima di tutto.
La durata varia in base al trattamento e alla persona. I filler all'acido ialuronico durano in media 6-12 mesi, la tossina botulinica 4-6 mesi. La biorivitalizzazione PRX fornisce risultati progressivi con un ciclo di sedute. Tutti i trattamenti sono mantenibili con richiami periodici.
L'odontoiatra ha una conoscenza approfondita dell'anatomia del distretto oro-facciale — labbra, zona perioral e terzo inferiore del viso. Questo consente un approccio integrato tra estetica del sorriso ed estetica del volto, con particolare attenzione all'armonia tra denti, labbra e lineamenti.

Odontoiatria digitale

Significa utilizzare tecnologie digitali in ogni fase: dalla diagnosi con TAC 3D, alle impronte con scanner (senza pasta), alla progettazione al computer, fino alla realizzazione con stampanti 3D e fresatrici.
Sì. Lo scanner intraorale raggiunge 20 micron di precisione, superiore alle impronte con pasta. Elimina il disagio e la necessità di ripetere impronte imprecise.
Tramite la nostra raccolta dati, il software sovrappone il nuovo sorriso alla tua immagine reale. Vedi come cambierà ancora prima di cominciare.
Praticamente tutti. Faccette, corone, ponti, protesi, impianti, trattamenti ortodontici con allineatori e riabilitazioni complete vengono progettati e realizzati attraverso il flusso digitale.
L'odontotecnico riceve i file della scansione, progetta ogni superficie del dente con software 3D dedicati e invia il progetto a fresatrici o stampanti 3D. Il manufatto viene poi rifinito a mano con stratificazione dei colori e perfezionamento estetico.

Odontoiatria pediatrica

La prima visita è consigliata intorno ai 3 anni, o anche prima se ci sono problemi evidenti. Una visita precoce permette di intercettare malocclusioni, abitudini viziate e carie dei denti da latte prima che diventino problemi seri.
No. La sigillatura è completamente indolore, non richiede anestesia e dura pochi minuti per dente. Si applica una resina protettiva nei solchi dei molari permanenti appena erotti, creando una barriera contro la carie.
I denti da latte mantengono lo spazio per i denti permanenti, guidano la crescita delle ossa mascellari e servono per masticare e parlare correttamente. Una carie non curata può danneggiare il dente permanente sottostante o causare infezioni.
È un trattamento ortodontico eseguito tra i 6 e i 10 anni, durante la fase di crescita, per correggere precocemente problemi scheletrici e dentali. Agisce quando le ossa sono ancora malleabili, evitando trattamenti più complessi in adolescenza.
Sì. Per i bambini che non riescono a collaborare o hanno molta paura è disponibile la sedazione cosciente, sicura e calibrata per l'età e il peso del bambino. Permette di eseguire qualsiasi trattamento in totale serenità, senza ansia e senza dolore.
Utilizziamo un approccio graduale e rassicurante: al primo appuntamento il bambino conosce lo studio, si siede sulla poltrona, vede gli strumenti senza che venga fatto nulla. Per i casi più difficili è disponibile la sedazione cosciente, sicura anche per i bambini.

Ortodonzia

Dipende dalla complessità del caso. Trattamenti leggeri (diastemi piccoli, affollamenti lievi) possono durare 6-9 mesi. Casi di media complessità: 12-18 mesi. Casi complessi: 18-24 mesi o più. La simulazione digitale eseguita prima dell'inizio stima con precisione il numero di allineatori necessari e quindi la durata attesa del trattamento.
La prima visita ortodontica è consigliata intorno ai 7-8 anni, quando sono presenti i primi denti permanenti. In questa fase si possono intercettare problemi scheletrici che richiedono trattamento precoce (espansione palatina, apparecchi funzionali). Il trattamento ortodontico vero e proprio con apparecchio fisso o allineatori inizia in genere tra i 10-14 anni negli adolescenti, non ha limiti di età negli adulti.
Sì, per mangiare e per lavarsi i denti. Per il resto del tempo devono essere indossati per almeno 20-22 ore al giorno. La tentazione di toglierli troppo spesso è una delle cause principali di allungamento dei tempi di trattamento o di risultati insoddisfacenti. La disciplina nell'utilizzo è il fattore più importante per il successo del trattamento con allineatori.
Non senza contenzione. I denti hanno una memoria biologica e tendono naturalmente a tornare verso la posizione originale nel tempo, specialmente nei primi 12 mesi dopo la fine del trattamento. La contenzione — retainer fisso incollato sul lato interno e/o mascherina notturna — è essenziale e idealmente permanente. Chi abbandona la contenzione dopo pochi anni rischia di vedere il trattamento regredire parzialmente.
Lo stripping (o riduzione interprossimale) consiste nel rimuovere una sottilissima quantità di smalto tra un dente e l'altro — frazioni di millimetro — per creare lo spazio necessario ad allineare i denti senza doverli estrarre. È una procedura indolore, non richiede anestesia e non danneggia il dente perché la quantità di smalto rimossa è minima e controllata.
Dipende dal tipo. Le piastrine in acciaio sono visibili ma restano il sistema più efficace per i casi complessi. Le piastrine estetiche in ceramica o zaffiro hanno la stessa efficacia meccanica ma sono bianchi o trasparenti, molto meno visibili. Il zaffiro monocristallino in particolare non si colora nel tempo.
In media 18-24 mesi, ma dipende dalla complessità del caso. Affollamenti lievi possono richiedere 12 mesi, malocclusioni scheletriche complesse anche 30 mesi. I controlli sono ogni 4-6 settimane per regolare fili e attivazioni. Dopo la rimozione è fondamentale la contenzione.
Vanno evitati cibi molto duri (torrone, ghiaccio, crosta di pane dura) e molto appiccicosi (caramelle gommose, chewing-gum) perché possono staccare le piastrine o piegare i fili. Per il resto si può mangiare normalmente, tagliando i cibi duri a pezzetti piccoli invece di morderli direttamente.

Rigenerazione ossea

L'intervento viene eseguito in anestesia locale. Il post-operatorio prevede un gonfiore moderato per 3-5 giorni, gestibile con antidolorifici comuni. Su richiesta è disponibile la sedazione cosciente.
Il tempo di guarigione varia da 4 a 9 mesi a seconda della tecnica e del volume da rigenerare. La CBCT 3D consente di monitorare la maturazione ossea con precisione.
Utilizziamo biomateriali certificati: osso eterologo di origine bovina deproteinizzato, membrane in collagene riassorbibili, e quando indicato osso autologo prelevato dal paziente stesso. Tutti i materiali sono conformi alla normativa MDR europea.
Sì. I biomateriali di origine bovina utilizzati in rigenerazione ossea sono deproteinizzati: un processo industriale elimina completamente le componenti organiche, lasciando solo la struttura minerale. Questo rende il materiale biocompatibile e privo di rischio di rigetto o trasmissione di malattie. Sono certificati secondo la normativa europea MDR e utilizzati da decenni in tutto il mondo con milioni di casi documentati.
Il biomateriale funziona da impalcatura: la sua struttura porosa, simile all’osso naturale, viene colonizzata dalle cellule ossee del paziente (osteoblasti) che depositano nuovo osso al suo interno. Nel corso dei mesi il materiale viene gradualmente riassorbito e sostituito da osso vitale del paziente. È lo stesso principio biologico con cui si riparano le fratture, guidato e accelerato dalla struttura del biomateriale.

Sedazione cosciente

Paura o ansia, riflesso del vomito accentuato, interventi lunghi e complessi, pazienti con esigenze speciali come bambini agitati o persone con disabilità. Chiunque può sceglierla per vivere le cure senza stress.
Sì. La sedazione endovenosa viene eseguita da un medico anestesista specializzato che monitora continuamente pressione arteriosa, saturazione di ossigeno e frequenza cardiaca. I farmaci hanno profilo di sicurezza consolidato. La sedazione cosciente è molto più sicura dell'anestesia generale perché il paziente mantiene i riflessi di protezione delle vie aeree.
No. Dopo la sedazione endovenosa il paziente deve essere accompagnato a casa e non deve guidare per almeno 24 ore. Vanno evitati anche alcol, macchinari pericolosi e decisioni importanti.
Con la sedazione endovenosa la maggior parte dei pazienti ricorda poco o nulla della seduta — un effetto chiamato amnesia anterograda, considerato un vantaggio terapeutico. Con la sedazione orale il ricordo è parziale ma il vissuto è privo di ansia.
Sì. La sedazione è disponibile per qualsiasi trattamento odontoiatrico — dalla semplice igiene alla chirurgia implantare. Non è necessario avere una fobia: basta volersi sentire più a proprio agio. Comunicalo al momento della prenotazione.
La sedazione endovenosa dura esattamente quanto necessario: l'anestesista la mantiene per tutta la durata del trattamento e l'interrompe al termine. Il recupero completo avviene in poche ore. La sedazione orale ha un effetto più graduale che dura alcune ore, con sonnolenza residua che si esaurisce nell'arco della giornata.
Sì. La sedazione cosciente è utilizzata regolarmente in odontoiatria pediatrica per bambini che non riescono a collaborare, hanno paura o devono affrontare trattamenti complessi. Il dosaggio viene calibrato in base all'età e al peso. L'anestesista monitora il bambino per tutta la durata della seduta.
Le controindicazioni sono poche e vengono valutate caso per caso dall'anestesista durante la visita preliminare. Alcune condizioni mediche gravi, allergie specifiche ai farmaci utilizzati o gravidanza possono richiedere cautela. Per questo è fondamentale comunicare la propria storia clinica completa prima della seduta.
Per la sedazione endovenosa l'anestesista può richiedere esami del sangue di routine e un elettrocardiogramma recente, in base all'età e alle condizioni di salute del paziente. Per la sedazione orale generalmente non sono necessari esami specifici. In entrambi i casi è richiesto il digiuno nelle ore precedenti la seduta.
Una sensazione di calma profonda e benessere. Il corpo è rilassato, l'ansia scompare e la percezione del tempo si altera — trattamenti di un'ora possono sembrare pochi minuti. Si rimane coscienti e in grado di rispondere, ma in uno stato di serenità in cui rumori, sensazioni e preoccupazioni passano in secondo piano.

Come raggiungerci.

Indirizzo
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